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Continuano i salti mortali da parte della Giunta comunale di Cinisello Balsamo per giustificare il mancato impegno a togliere il Cinema Marconi dalle alienazioni del 2010, così come imposto da un Ordine del Giorno votato all'unanimità dal Consiglio Comunale il 26 gennaio 2010. L'ultima in termini di tempo è che per togliere il Marconi, invece di ridurre i costi di 800mila euro, bisogna vendere qualche altra proprietà comunale, e tra le righe è uscita l'idea di vendere la sede della Scuola Civica di Musica. Forse è bene ricordare a questi scienziati della politica creativa che quell'immobile ha un valore storico importante, visto che era la sede del Comune di Balsamo. Quindi non ci provino nemmeno a proporre un'altra volta questa soluzione, perché si scatenerebbe l'orgoglio balsamese in tutta la sua rabbia. Dopo aver privato la città di quasi tutti i reperti storici (Piazza Gramsci, le ville storiche, ecc.) adesso ci provano con la sede della scuola civica. Che nessuno si azzardi a fare una simile proposta! |
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Brancher e Nazionale: due figuracce che ci potevamo risparmiare |
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Discuti quest'articolo nel forum. (2 messaggi) 25 giugno 2010. I titoli di tutti i giornali e dei siti Web titolano a caratteri cubitali lo sdegno e l'ironia per la figuraccia rimediata dalla Nazionale di calcio ai Mondiali. Per qualcuno però questa notizia che ruba la scena a tutte le altre rappresenta un sollievo. Sì, perché il neoministro Brancher, nominato in fretta e furia da Berlusconi non ha perso tempo e si è avvalso del legittimo impedimento per non comparire davanti ai giudici di Milano che lo accusano di appropriazione indebita e ricettazione nell'indagine sulla scalata ad AntonVeneta. Brancher, vicino alla Lega, chiede di sospendere il processo a suo carico perché deve organizzare il nuovo Ministero. Ma qual è questo nuovo Ministero? Nominato Ministro per l'attuazione del federalismo, due giorni dopo è stato smentito clamorosamente da Bossi a Pontida, il quale ha tuonato: "il ministro per il federalismo sono io!". E subito Brancher si è adeguato, così come il nome (e i compiti) del suo ministero, che in un lampo si è trasformato in quello del decentramento e della sussidiarietà. Già, la sussidiarietà. Un termine ultimamente molto evocato, anche nei nomi dei ministeri. La sussidiarietà in parole povere è un principio che richiama l'intervento di soggetti di livello gerarchico superiore per aiutare soggetti più deboli. Appunto. Brancher è il ministro giusto, perché secondo Fiorani (ex-AD di Popolare di Lodi) fu proprio Brancher a chiedere un "aiutino" per la campagna elettorale della Lega Nord (200mila euro), in virtù del principio della sussidiarietà tra Lega e Banca di Lodi nella scalata di Antonveneta. Quindi, secondo il principio di sussidiarietà, la Banca di Lodi di Fiorani era il soggetto di livello superiore che ha aiutato quello di livello inferiore, Lega Nord: vale a dire "la finanza domina la politica". Ormai è evidente che questa nomina-lampo nulla ha a che vedere con esigenze di governo, ma è stata solo funzionale a permettere a Brancher (e alla sua compagna, con lui coimputata) di "scantonare" il processo di Milano, analogamente a quanto succede con tutti i processi di Mister B. Una porcata, che getta un'ombra nera sul governo e sulla politica italiana, facendoci fare una figura anche peggiore di quella della nostra Nazionale. Ma per fortuna gli italiani ora sono troppo impegnati a trovare gli insulti più creativi nei confronti di Lippi, per cui Brancher può tirare un sospiro di sollievo: meno si parla di lui, meglio è.
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