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Continuano i salti mortali da parte della Giunta comunale di Cinisello Balsamo per giustificare il mancato impegno a togliere il Cinema Marconi dalle alienazioni del 2010, così come imposto da un Ordine del Giorno votato all'unanimità dal Consiglio Comunale il 26 gennaio 2010. L'ultima in termini di tempo è che per togliere il Marconi, invece di ridurre i costi di 800mila euro, bisogna vendere qualche altra proprietà comunale, e tra le righe è uscita l'idea di vendere la sede della Scuola Civica di Musica.
Forse è bene ricordare a questi scienziati della politica creativa che quell'immobile ha un valore storico importante, visto che era la sede del Comune di Balsamo. Quindi non ci provino nemmeno a proporre un'altra volta questa soluzione, perché si scatenerebbe l'orgoglio balsamese in tutta la sua rabbia. Dopo aver privato la città di quasi tutti i reperti storici (Piazza Gramsci, le ville storiche, ecc.) adesso ci provano con la sede della scuola civica. Che nessuno si azzardi a fare una simile proposta!
 
Quando non si può stare zitti  E-mail

Discuti quest'articolo nel forum. (1 messaggi) Fa scalpore la notizia di 300 arresti nel Nord Milano per infiltrazioni dell''Ndrangheta negli appalti e le aderenze politiche che servivano a far passare gli interessi delle "famiglie".
Fa ancora più scalpore il video in cui si vede una riunione al Circolo Arci di Paderno Dugnano, intitolato proprio a Falcone e Borsellino.

http://www.youtube.com/watch?v=aR7WQhq7TTI

Alcuni nomi conosciuti in città, come Oliverio, Nardini e più in alto Colucci e Ponzoni, scuotono le stanze della politica e portano a una riflessione che  avevamo già fatto un paio d'anni fa. In vista di Expo 2015 c'era il concreto rischio che alcune organizzazioni criminali avrebbero tentato di infiltrarsi nelle attività d'impresa locali, anche a Cinisello Balsamo, per ottenere vantaggi economici, a danno dell'economia sana della nostra area. L'operazione però doveva essere fatta, come ben ha spiegato Pino Arlacchi nel suo  libro "La mafia imprenditrice", non attraverso la violenza, ma con i favori ai politici, alcuni dei quali più facilmente avvicinabili di altri, sfruttando una comune provenienza regionale.
Bisogna subito sgombrare il campo sul fatto che la gran parte dei calabresi, dei pugliesi o dei siciliani non sono criminali né sono affiliati a organizzazioni mafiose. I calabresi onesti dovrebbero prendersela con qualche loro corregionale che infanga le loro terre poiché, una volta raggiunte posizioni di potere, si fanno catturare da gente senza scrupoli e pur di mantenere una serie di privilegi non si fanno problemi a scendere a patti con la criminalità organizzata. Per fortuna questo intreccio mortale per l'economia sana del Nord Milano è stato scoperto e bloccato, ma c'è da ritenere che non è certo l'atto finale di una vera e propria guerra tra lo Stato che cerca di mantenere la propria autorevolezza nei confronti dei cittadini e alcuni gruppi di parenti-conoscenti-amici-complici che tentano in ogni modo di mettere le mani sul Paese. 

 
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